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venerdì 22 maggio 2009

Manuale di scrittura - Lez.2

Manuale di scrittura – Lez.2

Fonte: “The romance writer’s handbook” di Rebecca Vinyard

I PERSONAGGI

Lo so, è sempre la solita storia: quando si arriva ai personaggi ce li abbiamo sempre molto chiari in testa. Ma è così anche per chi ci legge?
Innanzitutto il personaggio dev’essere realistico, la perfezione non ci interessa. D’accordo che nei romanzi possiamo creare l’uomo dei nostri sogni, ma siamo più o meno tutte d’accordo nel dire che la perfezione è noiosetta, no?
E allora andiamo a vedere che cosa devono avere ‘sti benedetti protagonisti per farci innamorare!

1) NOME. Che ci crediate o no, la lettrice comincia a farsi un’idea del personaggio già dal nome che porta. Non ci credete? Provate a chiamare il vostro eroe Peppuccio e poi ne riparliamo J
2) DIFETTI FISICI. Naturalmente nulla di invalidante, sebbene il marchese de Peyrac della serie Angelica fosse claudicante eppur estremamente sexy. Ma qualche lieve difetto nell’aspetto fisico del personaggio lo rende più umano e la lettrice ci si affeziona e riconosce più facilmente.introdurre poi qualche tratto intrigante, accattivante. Ad esempio, un eroe con una cicatrice sul volto è molto più interessante di uno con un faccino perfetto, no?la gente si chiederà come si è procurato quella cicatrice.
3) PERSONAGGI SECONDARI. Ancor più interessante è la fisicità dei vostri personaggi secondari. In questo caso potete usare gli stereotipi a vostro favore poiché i personaggi secondari sono meno complessi dei protagonisti. Es: un uomo robusto o alto richiama forza e potere, mentre uno molto magro ci farà pensare a una persona nervosa e debole.
4) TRATTI EMOZIONALI come fobie, manierismi, espressioni, modi di parlare. Questi tratti sono essenziali perché la personalità e le reazioni dei vostri personaggi si spiegheranno attraverso di essi e renderanno i vostri protagonisti più umani e indimenticabili.
5) BACKGROUND. Bisogna sempre conoscere molto bene il background dei personaggi e le varie informazioni al riguardo vanno fornite gradualmente. Cosa vuol dire? Molto semplice: distribuitele al momento opportuno. Non scrivete due/tre pagine sul vostro personaggio non appena lo introducete per spiegare chi è e da dove viene: la lettura risulterebbe pesantissima e il lettore non avrebbe più nessun tipo di curiosità. È un po’ come rivelare l’assassino all’inizio di un giallo. Ciò che invece dovete fare è fornire le informazioni qua e là nel corso del libro, meglio se attraverso il dialogo e per bocca di altre persone. Questo ci fornirà tutte le informazioni necessarie a capire il personaggio ma in maniera intrigante. Però ricordate: l’eroe deve sempre avere un lato oscuro che non deve essere svelato se non alla fine o quasi.

E’ però sempre fondamentale che i personaggi si comportino in coerenza con il proprio carattere e il proprio background.
Per non cadere nell’errore di perdere di vista tale coerenza, esistono due metodi ugualmente efficaci: la SCHEDA e il QUESTIONARIO.
Esempio di scheda:

Justine Damaris è nata e cresciuta a New Orleans. All’inizio della sua adolescenza, sua madre morì dopo una lunga lotta contro il cancro al seno. Suo padre, David, cominciò ad allontanarsi da lei, nonostante Justine tentasse di attirare la sua attenzione ottenendo una licenza di investigatrice privata per diventare socia nell’agenzia investigativa del padre.
Justine è intelligente, determinata e mette sempre il benessere del padre prima del proprio. La sua storia familiare le ha lasciato dentro un profondo senso di abbandono e paura di essere rifiutata. A causa di ciò, Justine fatica a stringere amicizie e vive in costante stato di allerta.
La prima volta che ha deciso di rischiare per amore è stata tradita. Dopo aver trascorso la notte con quello che credeva l’uomo dei suoi sogni, Rett Burkett, lui le ha detto di aver commesso un grave errore. Ecc, ecc.

E’ più chiaro ora? Ma c’è un altro metodo, quello del questionario al quale dovrete avere la pazienza di rispondere:

- Dove è nata e cresciuta Bustine? Come è stata la sua infanzia?
- Descrivere la sua famiglia e gli amici d’infanzia. Li sente ancora?
- Le è piaciuto andare a scuola? Quali erano le sue materie preferite?
- Che titolo di studio ha? Come influisce la sua educazione sulla sua vita?
- Di che religione è?
- Che tipo di morale ha?
- Fin dove è disposta ad arrivare per difendere le sue convinzioni?
- Ha mai fatto qualcosa di cui si è poi vergognata?
- Cosa pensa del sesso? Come incidono le sue convinzioni sul suo modo di vivere una relazione sentimentale? Che atteggiamento ha verso il sesso?
- E’ una persona emotiva? Descrivi il suo temperamento
- Soffre di qualche fobia?cattive abitudini?
- Che aspetto ha? È contenta del suo aspetto?
- Qual è il suo migliore pregio? Quale il suo peggior difetto?
- Descrivere la sua situazione familiare attuale. E gli amici? È soddisfatta della sua famiglia e delle amicizie?
- Ha nemici? Perché?
- Che lavoro fa? È soddisfatta del suo lavoro?
- Che sogni/progetti ha? Cosa vuole dalla vita?
- Ecc, ecc.

La prossima volta parleremo degli archetipi maschili e femminili per scegliere al meglio i nostri personaggi.
Bacissimi!

sabato 4 aprile 2009

Manuale di scrittura - Lez.1

Fonte: "The romance writer's handbook", Rebecca Vinyard
" Writing a romance novel", Leslie Wainger

LA STRUTTURA DEL ROMANCE

Innanzitutto, se non vi spiace, ci terrei in modo particolare a non definire un romance come un "romanzo rosa" perchè ritengo che la definizione sia ormai purtroppo eccessivamente inflazionata e denigrata.
Preferisco chiamare questo genere di libri "romanzi d'amore". Tale definizione certo nulla cambia nella sostanza ma, poiché anche l'orecchio vuole la sua parte, io la vedo così: parlare di romanzo d'amore mi fa pensare a qualche intramontabile capolavoro tipo "Via col vento" od "Orgoglio e pregiudizio" (solo per citarne due), mentre parlare di romanzo rosa mi fa pensare a roba scadente.
E credetemi, è così per tutti. Perciò io comincerei a ridare una dignità al genere chiamando le cose con il proprio nome. Dopotutto, parliamo o no di storie d'amore?

Che stiate scrivendo uno storico o un contemporaneo, poco importa: la struttura del romanzo d'amore è sempre la stessa.
Perchè è importante non sottovalutare l'importanza dell'ossatura di un romanzo? Perchè è ciò che c'impedisce di andare fuori strada ed è ciò che ci consente di dare al libro il giusto equilibrio.
Con questo non voglio dire che dovrete esserne schiave, ma sarà importante soprattutto in quei momenti in cui sarete così assorbite dalla storia da non rendervi conto di dove state andando.

Dunque, immaginiamo un libro della lunghezza di circa 400 pagine. Nella struttura di un romanzo d'amore possiamo evidenziare 6 momenti basilari:

1) L'incontro tra i due protagonisti (dovrebbe avvenire il prima possibile, anche se non è una regola)
2) Il primo evento che cambia il rapporto tra i due protagonisti
3) Il secondo evento che cambia il rapporto tra i due protagonisti
4) Il "dark moment" in cui gli eventi precipitano
5) Il "climax" in cui tutto sembra perduto
6) La conclusione

Questi 6 momenti vanno compresi in 3 atti. Prendete un foglio e dividetelo in tre parti: ATTO I, ATTO II e ATTO III.

ATTO I (ca 100-120 pgg): la scena di apertura dovrebbe corrispondere al punto 1)

ATTO II (ca 180 pgg): il punto 2) dovrebbe situarsi a cavallo tra il I e il II atto

ATTO III (ca 100-120 pgg): il punto 3) dovrebbe situarsi a cavallo tra l'ATTO II e l'ATTO III. I punti 4) e 5) sono previsti a metà dell' ATTO III. Il punto 6) rappresenta la fine.

Ora, fatto questo, un buon sistema per non perdersi è quello di suddividere gli atti in capitoli e i capitoli in scene. Sto parlando di uno schema, naturalmente, all'interno del quale è possibile giocare in piena libertà e far accadere qualsiasi cosa.

Esistono due casi tipici, arrivati a questo punto: alcune scrittrici si fermano al livello schematico e utilizzano il lavoro fatto solo come traccia; altre preferiscono, già a questo stadio, scrivere le singole scene e collegarle le une alle altre solo alla fine del libro.

Buon lavoro!
Calypso

venerdì 3 aprile 2009

Diamoci una mossa!

Ciao a tutte,

ho appena creato questo angolo ideato appositamente per le scrittrici di storie d'amore, un settore molto proficuo ma al quale viene dato pochissimo spazio e del quale si sa poco.
Uno dei luoghi comuni più assurdi è che si possa scrivere un romanzo d'amore in pochissimo tempo e con grande facilità. Non c'è niente di più falso.
Perchè? Perchè scrivere di sentimenti riuscendo a suscitare nel lettore delle sensazioni è cosa davvero ardua. Non si tratta infatti di descrivere, ad esempio, un bacio ma di fare in modo che la lettrice quel bacio lo viva davvero; che riesca a sentire il calore, il fremito e la forza delle labbra del protagonista su di lei.

Ma certamente, se siete qui, è perchè queste cose le sapete benissimo. Sapete però altrettanto bene quali sono le "dritte" per poter scrivere meglio? Per dotare il vostro talento naturale di quel "quid" che lo aiuti a esprimersi meglio?

Qui accanto troverete alcuni contenuti che verranno aggiunti nei prossimi giorni. Per quanto riguarda il Manuale di Scrittura, posso dirvi che non me lo sono sognato stanotte :-) ma si tratta di un concentrato di quanto indicato da due mostri sacri dell'editoria americana: Rebecca Vineyard (scrittrice ed editorialista) e di Leslie Wainger (executive editor della Harlequin).
Ci saranno anche molti altri contenuti che ritengo di interesse per tutte le scrittrici. Resto naturalmente aperta a qualsiasi proposta e indicazione da parte vostra.
Bacissimi!